Vittorio Sgarbi: dal quadro di Manetti alla salute e la figlia Evelina
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“Voglio essere lasciato in pace”: Vittorio Sgarbi rompe il silenzio

Vittorio Sgarbi

La salute, il rapporto con la figlia Evelina e l’assoluzione dal caso del quadro Manetti: Vittorio Sgarbi rompe il silenzio una volta per tutte.

Dopo essere stato assolto dalle accuse sul caso del quadro di Manetti, Vittorio Sgarbi è tornato a parlare e lo ha fatto al Corriere della Sera in un’intervista nella quale ha affrontato diversi temi tra cui, ovviamente, anche quello legato alla sua condizione di salute e al rapporto con la figlia Evelina che, tra tv e giornali, si è detta preoccupata per lui.

Vittorio Sgarbi
Vittorio Sgarbi – newsmondo.it

Vittorio Sgarbi dopo l’assoluzione sul caso quadro Manetti

Tra i primi passaggi dell’intervista al Corriere della Sera di cui riportiamo solo degli estratti, Vittorio Sgarbi ha parlato della fine della vicenda legata al caso del quadro Manetti. Il critico d’arte, infatti, è stato assolto e si è detto soddisfatto: “Lo sono. So quello che ho fatto, e grazie all’opera dei miei difensori, il professor Alfonso Furgiuele e il mio storico avvocato Gianpaolo Cicconi, il giudice ha capito e giudicato in maniera opportuna, assolvendomi non per “insufficienza di prove” come qualche persona poco informata sostiene (dato che è da 40 anni che lo Stato italiano ha ritenuto quella formula di eredità fascista incompatibile col principio costituzionale della non colpevolezza), ma perché il fatto non costituisce reato“, ha detto Sgarbi.

La salute e il rapporto con la figlia Evelina

Dopo aver sottolineato come sia stato preso di mira da stampa e media, Sgarbi nell’intervista ha parlato anche di sua figlia Evelina. “Amo molto una tavola di un rinascimentale parmense, Francesco Marmitta, in cui San Sebastiano è un bambino. Ma non facciamo paragoni fuori luogo, credo che questa vicenda sia stata tutta una esagerazione“.

E facendo riferimento al rapporto con la ragazza: “Non capisco, o forse lo capisco fin troppo bene, perché Evelina interpelli i giornali e le televisioni e non me, neanche dopo questa assoluzione, giusto per dirmi che le fa piacere. E non mi spiego ancora perché certa tv si appassioni così tanto alla sua vicenda che per quanto mi riguarda avrebbe una natura squisitamente intima. Ma non sono stato certo io a volere lo spettacolo. Io voglio essere solo lasciato in pace“.

A precisa domanda sul fatto che possa essere umiliante essere costretto a sottoporsi ad una perizia psichiatrica per dimostrare la capacità di contrarre matrimonio o fare testamento, Sgarbi ha detto: “È come in quei brutti sogni ricorrenti in cui torni a fare l’esame di maturità, lo finisci, va bene, torni a casa e ti dicono che devi rifarlo di nuovo, c’è sempre un circo Bagonghi a ritenere che non sia valido”.

Il critico d’arte ha quindi aggiunto: “Anche questa intervista diranno che non l’ho rilasciata io, come hanno detto che il libro non l’ho scritto io, che la firma rilasciata al Policlinico Gemelli non è mia, direbbero qualunque cosa pur di avere una presenza televisiva in più. Insomma, lei non sta parlando con me, è bene che lo sappia, ma con il mio clone, lui ancora capace di intendere e volere”.

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ultimo aggiornamento: 18 Febbraio 2026 10:07

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